19 Novembre 2021

Condividi l'articolo

Il nuovo quaderno

Visto e visitato

La coincidenza ha voluto che mi trovassi oggi in quel di Bergamo a soli dieci minuti di macchina dall’Hosteria del vapore che qualche giorno fa aveva pubblicato su Instagram una splendida fotografia di una delle loro proposte di antipasto, ovvero la “Tutt’altro che calamaro – trippa fritta super crunchy”. Visto poi che in cima al menù svettava pure la “Oggi trippa – trippa alla bergamasca”, mi capite che non ho potuto fare altro che fare una religiosa visita al locale.

L’Hosteria del vapore si trova a Carobbio degli Angeli, e più precisamente nel borgo di Cicola, nel corpo centrale del castello dei Conti Suardo. Fin dal 1870 è stata gestita dalla famiglia Berzi, oggi alla sesta generazione di osti. Il nome del locale deriva da un vecchio treno a vapore che transitava nella strada adiacente agli inizi del Novecento e che faceva tappa proprio fuori dal locale per rifornirsi di acqua e carbone. L’antica biglietteria, così come l’insegna originale (poi riutilizzata come logo del ristorante) fanno bella mostra di sé in una delle sale del locale.

La “stazione di partenza” (così viene simpaticamente presentata la selezione di antipasti) per me è stata dunque la trippa fritta, ovviamente con un calice di buon rosso. Si tratta di una preparazione alla quale sono certamente avvezzo, avendola assaggiata più volte in questi anni, ma la particolarità della “Tutt’altro che calamaro” è quella di essere stata realizzata con centopelli che per la sottigliezza delle sue lamelle favorisce l’estrema croccantezza del risultato finale.

Come “prima fermata” (ed anche la stazione di arrivo per me, visto che la porzione di trippa fritta era più che generosa) invece trippa alla bergamasca, preparata secondo tradizione. Che dire? Sicuramente ero in buona compagnia, visto che anche molti altri commensali ai tavoli vicini al mio hanno ordinato questo piatto, sostanzioso ma al tempo stesso molto delicato anche qui per l’uso del centopelli. Raspadura di formaggio ad impreziosire gusto e presentazione, e panini caldi (appena sfornati?) ad accompagnare il tutto.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

ARGOMENTI DELL'ARTICOLO

Iscriviti gratuitamente per non perdere i prossimi articoli

Loading

Ultimi articoli di trippa

Erano circa una quarantina i chilogrammi di trippa che stamattina a Rivolta d’Adda i volontari della Pro Loco hanno distribuito sotto i loggiati del municipio...

Per scrivere di trippa ci vuole costanza e dedizione, in particolar modo nell’assaggiare (per documentarvele s’intende) le ricette sia insolite che tradizionali: a volte bisogna...

Il menù era più che allettante: accanto a pinse – classiche o speciali, come quella con lingua, salsa verde e cipolla caramellata – ed a...

Trovandomi tra Mestre e Rovigo mi sono lasciato tentare da una confezione di trippa alla veneta della linea “I nostri pronti”, acquistandola senza indugi al...

Della terrina di trippa del Trippaio di Gavinana ne avevo sentito parlare da tempo ma non avevo mai avuto la fortuna (ed il piacere) di...

Visto e visitato

La coincidenza ha voluto che mi trovassi oggi in quel di Bergamo a soli dieci minuti di macchina dall’Hosteria del vapore che qualche giorno fa aveva pubblicato su Instagram una splendida fotografia di una delle loro proposte di antipasto, ovvero la “Tutt’altro che calamaro – trippa fritta super crunchy”. Visto poi che in cima al menù svettava pure la “Oggi trippa – trippa alla bergamasca”, mi capite che non ho potuto fare altro che fare una religiosa visita al locale.

L’Hosteria del vapore si trova a Carobbio degli Angeli, e più precisamente nel borgo di Cicola, nel corpo centrale del castello dei Conti Suardo. Fin dal 1870 è stata gestita dalla famiglia Berzi, oggi alla sesta generazione di osti. Il nome del locale deriva da un vecchio treno a vapore che transitava nella strada adiacente agli inizi del Novecento e che faceva tappa proprio fuori dal locale per rifornirsi di acqua e carbone. L’antica biglietteria, così come l’insegna originale (poi riutilizzata come logo del ristorante) fanno bella mostra di sé in una delle sale del locale.

La “stazione di partenza” (così viene simpaticamente presentata la selezione di antipasti) per me è stata dunque la trippa fritta, ovviamente con un calice di buon rosso. Si tratta di una preparazione alla quale sono certamente avvezzo, avendola assaggiata più volte in questi anni, ma la particolarità della “Tutt’altro che calamaro” è quella di essere stata realizzata con centopelli che per la sottigliezza delle sue lamelle favorisce l’estrema croccantezza del risultato finale.

Come “prima fermata” (ed anche la stazione di arrivo per me, visto che la porzione di trippa fritta era più che generosa) invece trippa alla bergamasca, preparata secondo tradizione. Che dire? Sicuramente ero in buona compagnia, visto che anche molti altri commensali ai tavoli vicini al mio hanno ordinato questo piatto, sostanzioso ma al tempo stesso molto delicato anche qui per l’uso del centopelli. Raspadura di formaggio ad impreziosire gusto e presentazione, e panini caldi (appena sfornati?) ad accompagnare il tutto.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

ARGOMENTI DELL'ARTICOLO

Non perdere i prossimi articoli

Loading

19 Novembre 2021

Condividi l'articolo!

Ultimi articoli di trippa

Erano circa una quarantina i chilogrammi di trippa che stamattina a Rivolta d’Adda i volontari della Pro Loco hanno distribuito sotto i loggiati del municipio...

Per scrivere di trippa ci vuole costanza e dedizione, in particolar modo nell’assaggiare (per documentarvele s’intende) le ricette sia insolite che tradizionali: a volte bisogna...

Il menù era più che allettante: accanto a pinse – classiche o speciali, come quella con lingua, salsa verde e cipolla caramellata – ed a...

Trovandomi tra Mestre e Rovigo mi sono lasciato tentare da una confezione di trippa alla veneta della linea “I nostri pronti”, acquistandola senza indugi al...

Della terrina di trippa del Trippaio di Gavinana ne avevo sentito parlare da tempo ma non avevo mai avuto la fortuna (ed il piacere) di...