Per scrivere di trippa ci vuole costanza e dedizione, in particolar modo nell’assaggiare (per documentarvele s’intende) le ricette sia insolite che tradizionali: a volte bisogna far buon viso a cattiva sorte. Di certo, degustare un piatto di trippa al ristorante o in trattoria è un’esperienza profondamente diversa dall’aprire un barattolo e riscaldare una porzione già pronta. Questo è stato vero fino ad oggi, prima di provare il lampredotto al rosmarino e fagioli zolfino dello chef Luca Cai, si proprio lui, quello dell’osteria tripperia Il Magazzino di Firenze.

Stiamo parlando di una delle preparazioni in barattolo di vetro vendute col marchio “Come in osteria” (tra cui anche la trippa alla fiorentina) e che vengono realizzate con “ingredienti freschi e selezionati per garantire un sapore autentico e una qualità superiore in ogni barattolo”. Ed effettivamente è bastato un assaggio per essere pienamente d’accordo.

Il sapore del lampredotto non era sopraffatto da quello del pomodoro, che – a differenza di tante altre preparazioni al sugo nelle quali diventa inevitabilmente il protagonista – era in giusta proporzione e restituiva invece un gusto appena accennato. I fagioli, quelli della pregiata varietà zolfino, erano cotti al punto giusto restando interi anche nella fase di riscaldamento ma donando comunque al piatto la giusta cremosità. E poi il sentore del rosmarino ad avvolgere il tutto. Del resto dall’indiscusso chef trippaio non potevamo aspettarci di meno.
Una ricetta indovinata che regge alla grande la messa in barattolo, tanto che sembra davvero che sia stata preparata al momento, come marchio promette.