
Il chiosco Lupen e Margo – oggi gestito da Eduardo e dalla moglie Diana che lo hanno rilevato dalla leggendaria Beatrice – oltre al ricco menù (lampredotto con porri, con fagioli, con carciofi, con patate, con spinaci, trippa alla fiorentina, bollito e guancia al sugo) proponeva oggi – e per la prima volta! – lampredotto con cavolo cinese. Trovandomi nel punto giusto al momento giusto non ho potuto fare a meno di assaggiarlo, rimanendo piacevolmente sorpreso.

Il cavolo cinese – c’è chi lo chiama pak choy, chi bok choy – con le sue larghe foglie verdi e gambi bianchi a prima vista ricorda la bietola, ma appartiene a tutt’altra famiglia di ortaggi, anche se poi il risultato finale del piatto era quello di ricordare da vicino un lampredotto in zimino. Una ricetta fusion non convenzionale comunque molto delicata, nel quale tutti gli ingredienti hanno avuto il loro momento di gloria senza soverchiarsi l’un l’altro, ma soprattutto una scelta indovinata, vista la percentuale di turisti asiatici che si fermano quotidianamente davanti a questo chiosco storico di via dell’Ariento, proprio di fronte al mercato centrale di San Lorenzo.