16 Gennaio 2026

Condividi l'articolo

Il nuovo quaderno

Gyoza di lampredotto? Tutta un’altra cosa

Il menù era più che allettante: accanto a pinse – classiche o speciali, come quella con lingua, salsa verde e cipolla caramellata – ed a primi e secondi piatti curati come quadri d’autore, la carta del ristorante Il Fiscolo di San Casciano Val di Pesa riportava anche una proposta fusion, ovvero “gyoza toscani alla piastra ripieni di lampredotto, verza e cipollotto serviti con salsa verde, crema di habanero, salsa di soia e rafano grattugiato”.

L’idea di assaggiare gyoza – che poi sono ravioli giapponesi di carne – declinati alla fiorentina con un ripieno da trippaio e salse esotiche è stato un richiamo irresistibile, per me che sono sempre alla ricerca di solleticarmi il palato con ricette tradizionali e no. Detto, fatto.

Il piatto di gyoza si è presentato subito invitante, anche se differente da quello visto sul profilo Instagram del ristorante. I ravioli anziché alla piastra, che avrebbero forse esaltato il gusto del lampredotto, in questa versione di ieri sera sono stati serviti fritti. Belli e croccanti, ovviamente, ma si perdeva decisamente il sapore d’insieme. Indovinatissimo il gusto dei condimenti, dalla salsa verde fatta come si deve a quella semplice di soia (senza rafano per mia fortuna), ad una salsa piccante agro-dolce tipo quella usata per gli involtini primavera, buonissima ma che non ha fatto altro che aumentare il desiderio di provare quella crema di habanero letta invece sul menù online.

Il locale, di un’eleganza inaspettata, si trova lungo il percorso del fiume Pesa nel parco sportivo La Botte ed offre una cucina con prodotti del territorio ed ingredienti freschi e genuini a chilometro zero.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

ARGOMENTI DELL'ARTICOLO

Iscriviti gratuitamente per non perdere i prossimi articoli

Loading

Ultimi articoli di trippa

Erano circa una quarantina i chilogrammi di trippa che stamattina a Rivolta d’Adda i volontari della Pro Loco hanno distribuito sotto i loggiati del municipio...

Per scrivere di trippa ci vuole costanza e dedizione, in particolar modo nell’assaggiare (per documentarvele s’intende) le ricette sia insolite che tradizionali: a volte bisogna...

Trovandomi tra Mestre e Rovigo mi sono lasciato tentare da una confezione di trippa alla veneta della linea “I nostri pronti”, acquistandola senza indugi al...

Della terrina di trippa del Trippaio di Gavinana ne avevo sentito parlare da tempo ma non avevo mai avuto la fortuna (ed il piacere) di...

Dalle prime scoperte quindici anni fa su un blog di cucina, a quelle più chic su crema di melanzane, dalla trippappalla ai bon bon, quando...

Gyoza di lampredotto? Tutta un’altra cosa

Il menù era più che allettante: accanto a pinse – classiche o speciali, come quella con lingua, salsa verde e cipolla caramellata – ed a primi e secondi piatti curati come quadri d’autore, la carta del ristorante Il Fiscolo di San Casciano Val di Pesa riportava anche una proposta fusion, ovvero “gyoza toscani alla piastra ripieni di lampredotto, verza e cipollotto serviti con salsa verde, crema di habanero, salsa di soia e rafano grattugiato”.

L’idea di assaggiare gyoza – che poi sono ravioli giapponesi di carne – declinati alla fiorentina con un ripieno da trippaio e salse esotiche è stato un richiamo irresistibile, per me che sono sempre alla ricerca di solleticarmi il palato con ricette tradizionali e no. Detto, fatto.

Il piatto di gyoza si è presentato subito invitante, anche se differente da quello visto sul profilo Instagram del ristorante. I ravioli anziché alla piastra, che avrebbero forse esaltato il gusto del lampredotto, in questa versione di ieri sera sono stati serviti fritti. Belli e croccanti, ovviamente, ma si perdeva decisamente il sapore d’insieme. Indovinatissimo il gusto dei condimenti, dalla salsa verde fatta come si deve a quella semplice di soia (senza rafano per mia fortuna), ad una salsa piccante agro-dolce tipo quella usata per gli involtini primavera, buonissima ma che non ha fatto altro che aumentare il desiderio di provare quella crema di habanero letta invece sul menù online.

Il locale, di un’eleganza inaspettata, si trova lungo il percorso del fiume Pesa nel parco sportivo La Botte ed offre una cucina con prodotti del territorio ed ingredienti freschi e genuini a chilometro zero.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

ARGOMENTI DELL'ARTICOLO

Non perdere i prossimi articoli

Loading

16 Gennaio 2026

Condividi l'articolo!

Ultimi articoli di trippa

Erano circa una quarantina i chilogrammi di trippa che stamattina a Rivolta d’Adda i volontari della Pro Loco hanno distribuito sotto i loggiati del municipio...

Per scrivere di trippa ci vuole costanza e dedizione, in particolar modo nell’assaggiare (per documentarvele s’intende) le ricette sia insolite che tradizionali: a volte bisogna...

Trovandomi tra Mestre e Rovigo mi sono lasciato tentare da una confezione di trippa alla veneta della linea “I nostri pronti”, acquistandola senza indugi al...

Della terrina di trippa del Trippaio di Gavinana ne avevo sentito parlare da tempo ma non avevo mai avuto la fortuna (ed il piacere) di...

Dalle prime scoperte quindici anni fa su un blog di cucina, a quelle più chic su crema di melanzane, dalla trippappalla ai bon bon, quando...