10 Febbraio 2025

Condividi l'articolo

Il nuovo quaderno

Trippappalla!

Tamerò: se il nome del locale è tutto un programma, promette bene anzi molto bene. Ed infatti non mi ci è voluto molto per scoprire che da Tamerò a “T’amo” il passo è davvero breve. Aperto nel 2012 in piazza Santo Spirito all’interno di una vecchia carrozzeria, questo ristorante fiorentino si distingue per l’offerta di pasta fresca ed una curata selezione di pizze tutte fatte con impasto lievitato oltre quarantotto ore, ma anche antipasti diversi dal solito come il carciofo in umido con rosmarino o il crostone di frattaglie con erbette autunnali, e secondi piatti ricercati tra cui il motivo per cui ho deciso di cenare qui ieri sera: una intrigante “sfera di frattaglie con salsa di fagioli”.

In un mondo di polpette ed arancini si fa presto a dire palla, invece lungi dal ritrovarmi a degustare l’ennesima versione di lampredotto tritato, mi è stato servito un piatto elegante composto appunto da una vera e propria sfera adagiata su una crema di fagioli e guarnita da una indovinata emulsione all’arancio.

Al suo interno lampredotto e trippa a pezzi grossolani, all’esterno una sottile impanatura fritta alla perfezione, asciutta e leggera, rimasta intatta e croccante nonostante il lungo contatto con la crema di fagioli. (E non parliamo della crema di fagioli che reggerebbe il confronto del gusto anche se proposta a sé stante come antipasto).

Insomma, un piatto che si guadagna pieni voti. Il costo è quello di quattro panini al lampredotto ma il portafoglio si apre volentieri. Non solo perché ogni boccone è una riconferma del pieno equilibrio dei sapori ma anche per l’elegante presentazione del piatto che, esaltata dallo stile industriale del locale, strizza davvero l’occhio alla cucina futurista.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

ARGOMENTI DELL'ARTICOLO

Iscriviti gratuitamente per non perdere i prossimi articoli

Loading

Ultimi articoli di trippa

Della terrina di trippa del Trippaio di Gavinana ne avevo sentito parlare da tempo ma non avevo mai avuto la fortuna (ed il piacere) di...

Dalle prime scoperte quindici anni fa su un blog di cucina, a quelle più chic su crema di melanzane, dalla trippappalla ai bon bon, quando...

Ricetta inusuale ma non per questo meno deliziosa quella del lampredotto al sugo con pomodorini secchi che ho avuto il piacere di assaggiare oggi al...

I dieci adesivi della Guida Michelin ed i due della Guida ai sapori e ai piaceri de La Repubblica (tanto per non farsi mancare nulla)...

Nell’Olimpo delle sei migliori pizzerie di Firenze a detta della guida “Pizzerie d’Italia” 2026 del Gambero Rosso, proprio sotto Santarpia, svetta La Divina Pizza con...

Trippappalla!

Tamerò: se il nome del locale è tutto un programma, promette bene anzi molto bene. Ed infatti non mi ci è voluto molto per scoprire che da Tamerò a “T’amo” il passo è davvero breve. Aperto nel 2012 in piazza Santo Spirito all’interno di una vecchia carrozzeria, questo ristorante fiorentino si distingue per l’offerta di pasta fresca ed una curata selezione di pizze tutte fatte con impasto lievitato oltre quarantotto ore, ma anche antipasti diversi dal solito come il carciofo in umido con rosmarino o il crostone di frattaglie con erbette autunnali, e secondi piatti ricercati tra cui il motivo per cui ho deciso di cenare qui ieri sera: una intrigante “sfera di frattaglie con salsa di fagioli”.

In un mondo di polpette ed arancini si fa presto a dire palla, invece lungi dal ritrovarmi a degustare l’ennesima versione di lampredotto tritato, mi è stato servito un piatto elegante composto appunto da una vera e propria sfera adagiata su una crema di fagioli e guarnita da una indovinata emulsione all’arancio.

Al suo interno lampredotto e trippa a pezzi grossolani, all’esterno una sottile impanatura fritta alla perfezione, asciutta e leggera, rimasta intatta e croccante nonostante il lungo contatto con la crema di fagioli. (E non parliamo della crema di fagioli che reggerebbe il confronto del gusto anche se proposta a sé stante come antipasto).

Insomma, un piatto che si guadagna pieni voti. Il costo è quello di quattro panini al lampredotto ma il portafoglio si apre volentieri. Non solo perché ogni boccone è una riconferma del pieno equilibrio dei sapori ma anche per l’elegante presentazione del piatto che, esaltata dallo stile industriale del locale, strizza davvero l’occhio alla cucina futurista.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

ARGOMENTI DELL'ARTICOLO

Non perdere i prossimi articoli

Loading

10 Febbraio 2025

Condividi l'articolo!

Ultimi articoli di trippa

Della terrina di trippa del Trippaio di Gavinana ne avevo sentito parlare da tempo ma non avevo mai avuto la fortuna (ed il piacere) di...

Dalle prime scoperte quindici anni fa su un blog di cucina, a quelle più chic su crema di melanzane, dalla trippappalla ai bon bon, quando...

Ricetta inusuale ma non per questo meno deliziosa quella del lampredotto al sugo con pomodorini secchi che ho avuto il piacere di assaggiare oggi al...

I dieci adesivi della Guida Michelin ed i due della Guida ai sapori e ai piaceri de La Repubblica (tanto per non farsi mancare nulla)...

Nell’Olimpo delle sei migliori pizzerie di Firenze a detta della guida “Pizzerie d’Italia” 2026 del Gambero Rosso, proprio sotto Santarpia, svetta La Divina Pizza con...