
Il 26 settembre è la Giornata europea delle lingue, istituita nel 2001 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea e celebrata ogni anno in questa data. L’iniziativa si fonda sulla convinzione che la diversità linguistica rappresenti uno strumento essenziale per favorire la comprensione interculturale e costituisca un elemento centrale del patrimonio culturale europeo. L’obiettivo è coinvolgere i circa settecento milioni di cittadini dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, invitandoli a scoprire ed apprendere nuove lingue in qualsiasi fase della vita, sia all’interno dei percorsi scolastici sia attraverso attività informali.
Dal momento che la trippa si mangia in tutto il mondo, una di queste attività informali potrebbe essere quella di imparare i vari modi di dire trippa all’estero. Niente paura: il dizionario della trippa lo trovate qui, già pronto all’uso.
Per quelli che invece non sono particolarmente portati con le lingue, la parola chiave da memorizzare è una sola: “tripo”, ovvero “trippa” in esperanto, una lingua artificiale – priva di eccezioni grammaticali e basata su radici lessicali europee – ideata nel 1887 dal medico polacco Ludwik Lejzer Zamenhof con l’obiettivo di facilitare la comunicazione internazionale. Ed ordinare trippa ovunque uno si trovi.