10 Gennaio 2026

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Il nuovo quaderno

La trippa alla veneta non regge il confronto

Trovandomi tra Mestre e Rovigo mi sono lasciato tentare da una confezione di trippa alla veneta della linea “I nostri pronti”, acquistandola senza indugi al supermercato. Confezione semplice e nel suo piccolo elegante, ricetta tipica della tradizione popolare senza conservanti né coloranti, ma, come c’era da aspettarsi, non poteva onestamente reggere il paragone con le altre deliziose versioni di trippa assaggiate in passato.

Il contenuto della vaschetta – quattro etti e mezzo di trippa al sugo (concentrato e polpa di pomodoro, cipolle, carote, sedano rapa, spezie, olio di girasole) – pronto in tre minuti, ha raggiunto la piena sufficienza: trippa buona per un pasto sostanzioso ma anonima, ovvero priva di quel “carattere” che la avrebbe resa memorabile, se non quello di essere risultata ancora troppo elastica per poter essere degustata appieno e di necessitare, a mio parere, di una cottura più accurata.

La ditta artigianale padovana Rossato che la produce, oltre a molte altre specialità tradizionali, ha in catalogo anche la trippa fantasia estiva condita con olive, capperi e succo di limone. Alla mia prossima trasferta in Veneto farò in modo di acquistare ed assaggiare questa che ha tutti i presupposti per essere una insalata di trippa fresca e gustosa.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

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