7 Ottobre 2020

Condividi l'articolo

Il nuovo quaderno

Il tabù del re Kamehameha sulle mucche hawaiiane

USA / HAWAII – Prima dell’arrivo di George Vancouver alla fine del Settecento, gli hawaiiani non conoscevano le mucche. Un regalo apparentemente semplice come qualche capo di bestiame donato dal capitano di vascello inglese nel 1793 al re Kamehameha I, ebbe un grandissimo impatto sull’economia e l’ecosistema locale, introducendo tra l’altro anche la cultura dei grandi allevamenti e dei cowboy, ed indirettamente regalando agli hawaiani anche quello stufato di trippa di cui vanno ghiotti. I primi bovini giunsero nelle Americhe – e più precisamente a Veracruz, in Messico – nel 1521 con i conquistadores spagnoli. A quella prima mandria si fanno risalire le mucche ed i tori che George Vancouver acquistò presso la missione di Monterey in California da trasportare nelle sue tre spedizioni alle Hawaii. Ma i primi bovini sbarcati sulle isole polinesiane ebbero vita breve e vennero macellati nel giro di poco tempo.

Quando Vancouver ritornò nel 1794 con altre mucche, chiese al re Kamehameha I di imporre un tabù di dieci anni sui bovini affinché potessero prosperare in pace. Il divieto regale, esteso poi fino al 1830, funzionò anche troppo bene tanto che le mucche proliferarono in quantità tale da rappresentare un vero e proprio flagello: nel 1846, sotto il regno di Kamehameha III, si contavano più di trentacinquemila capi di bestiame. Di questi solo diecimila erano parzialmente addomesticati; gli altri venticinquemila si aggiravano per le isole in mandrie senza padrone distruggendo non solo le foreste ed i raccolti ma attaccando anche la popolazione.

Il nuovo re aprì ed incoraggiò dunque le battute di caccia ai bovini selvaggi, ingaggiando anche professionisti stranieri, la maggior parte dei quali erano ex detenuti provenienti dalla tristemente famosa prigione australiana di Botany Bay, ai quali si deve il successivo sviluppo della professione dei cowboy hawaiani.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

ARGOMENTI DELL'ARTICOLO

Iscriviti gratuitamente per non perdere i prossimi articoli

Loading

Ultimi articoli di trippa

CIPRO – Gli agenti doganali ciprioti hanno sequestrato la sera di mercoledì 12 agosto quasi due quintali e mezzo di pelli, trippa e frattaglie bovine,...

BRASILE – Il ristorante Limoeiro casa de comidas, situato a Curitiba, nello stato brasiliano del Paraná, propone venerdì 14 agosto un pranzo speciale dedicato alla...

GIAPPONE – Lo scorso 15 luglio è stato inaugurato a Kobe il Mercato di Mano, un nuovo locale situato nel quartiere Minato Motomachi, una zona...

SPAGNA – La città di Zamora ospiterà domenica 14 giugno la nona edizione del Campeonato mundial de callos, il campionato mondiale della trippa alla spagnola...

POLONIA – Per celebrare il centenario delle ferrovie statali polacche ed il venticinquesimo anniversario del treno Intercity PKP, ogni fine settimana è possibile percorrere una...

Il tabù del re Kamehameha sulle mucche hawaiiane

USA / HAWAII – Prima dell’arrivo di George Vancouver alla fine del Settecento, gli hawaiiani non conoscevano le mucche. Un regalo apparentemente semplice come qualche capo di bestiame donato dal capitano di vascello inglese nel 1793 al re Kamehameha I, ebbe un grandissimo impatto sull’economia e l’ecosistema locale, introducendo tra l’altro anche la cultura dei grandi allevamenti e dei cowboy, ed indirettamente regalando agli hawaiani anche quello stufato di trippa di cui vanno ghiotti. I primi bovini giunsero nelle Americhe – e più precisamente a Veracruz, in Messico – nel 1521 con i conquistadores spagnoli. A quella prima mandria si fanno risalire le mucche ed i tori che George Vancouver acquistò presso la missione di Monterey in California da trasportare nelle sue tre spedizioni alle Hawaii. Ma i primi bovini sbarcati sulle isole polinesiane ebbero vita breve e vennero macellati nel giro di poco tempo.

Quando Vancouver ritornò nel 1794 con altre mucche, chiese al re Kamehameha I di imporre un tabù di dieci anni sui bovini affinché potessero prosperare in pace. Il divieto regale, esteso poi fino al 1830, funzionò anche troppo bene tanto che le mucche proliferarono in quantità tale da rappresentare un vero e proprio flagello: nel 1846, sotto il regno di Kamehameha III, si contavano più di trentacinquemila capi di bestiame. Di questi solo diecimila erano parzialmente addomesticati; gli altri venticinquemila si aggiravano per le isole in mandrie senza padrone distruggendo non solo le foreste ed i raccolti ma attaccando anche la popolazione.

Il nuovo re aprì ed incoraggiò dunque le battute di caccia ai bovini selvaggi, ingaggiando anche professionisti stranieri, la maggior parte dei quali erano ex detenuti provenienti dalla tristemente famosa prigione australiana di Botany Bay, ai quali si deve il successivo sviluppo della professione dei cowboy hawaiani.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

ARGOMENTI DELL'ARTICOLO

Non perdere i prossimi articoli

Loading

7 Ottobre 2020

Condividi l'articolo!

Ultimi articoli di trippa

CIPRO – Gli agenti doganali ciprioti hanno sequestrato la sera di mercoledì 12 agosto quasi due quintali e mezzo di pelli, trippa e frattaglie bovine,...

BRASILE – Il ristorante Limoeiro casa de comidas, situato a Curitiba, nello stato brasiliano del Paraná, propone venerdì 14 agosto un pranzo speciale dedicato alla...

GIAPPONE – Lo scorso 15 luglio è stato inaugurato a Kobe il Mercato di Mano, un nuovo locale situato nel quartiere Minato Motomachi, una zona...

SPAGNA – La città di Zamora ospiterà domenica 14 giugno la nona edizione del Campeonato mundial de callos, il campionato mondiale della trippa alla spagnola...

POLONIA – Per celebrare il centenario delle ferrovie statali polacche ed il venticinquesimo anniversario del treno Intercity PKP, ogni fine settimana è possibile percorrere una...