24 Ottobre 2024

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Il nuovo quaderno

Dall’esperienza degli arrosticini alla trippa all’abruzzese

Per qualche strano motivo me l’aspettavo piccante: invece la trippa all’abruzzese prodotta dalla C.I.C. Carni che ho avuto il piacere di assaggiare è risultata una deliziosa trippa in umido, dal sugo corposo, saporito e definitivamente “da scarpetta”.

Nell’insolita ma praticissima confezione in busta di carta riciclabile, invece che in vaschetta o in barattolo, questa trippa pronta si prepara in un attimo: basta scaldarla per qualche minuto a fuoco basso ed ecco che si sprigionano gli aromi tradizionali che la contraddistinguono, dovuti ad una precedente preparazione, lenta e meticolosa come tradizione comanda.

Non per niente, “ogni forchettata è un viaggio nei sapori autentici dell’Abruzzo, un inno alla tradizione ed alla trasformazione: non solo un piatto, ma un’esperienza sensoriale che conquista”.

E vista l’esperienza della C.I.C. Carni non potevamo aspettarci di meno. Centro autorizzato per la lavorazione del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP (marchio europeo di qualità), questa azienda abruzzese – nata come bottega di famiglia quaranta anni or sono – propone carni, trippa, salumeria tipica ma è famosa soprattutto per i suoi arrosticini, essendo stata la prima in Italia a venderli online e potendosi oggi vantare del titolo di azienda leader in Europa per questi deliziosi spiedini.

E qui permettetemi di sognare ad occhi aperti: si lo so, gli arrosticini sono rigorosamente di carne di pecora giovane (quella che qui si chiama “ciavarra”) e vengono tradizionalmente cotti su bastoncini di legno di “vingh” (una pianta che cresce spontanea lungo le rive del fiume Pescara) ma, se tanto mi dà tanto, qualora alla C.I.C. Carni venisse un giorno in mente di proporre arrosticini di trippa – con la stessa cura e passione per la qualità profusa nella preparazione della trippa all’abruzzese – ci metterei subito la firma.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

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