24 Marzo 2014

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Le sue opere hanno fatto il giro del mondo e fanno parte delle principali collezioni sia private che pubbliche tra cui il museo di arte moderna di New York, ma Julia Lohmann si definisce una designer piuttosto che un’artista, pur avendo già iscritto il suo nome fra quelli dei migliori giovani talenti inglesi. La sua ispirazione viene dai materiali naturali ai quali restituisce il senso della memoria storica che si perde con l’uso quotidiano, con quell’artificio che l’uomo usa per modellarli al punto da renderne irriconoscibile l’origine. “Sono sempre stata interessata alla transizione dall’animale al prodotto finale. Nelle mucche per esempio, questo non avviene al momento del macello o della rimozione degli organi interni, piuttosto quando l’animale viene suddiviso in pezzi, in bistecche, e se ne perde il contesto perchè viene a dissolversi la relazione diretta tra la mucca e quello che di essa utilizziamo”. Fra le sue opere più note vi sono dunque i divani-bovini a dimensione naturale, realizzati con la pelle e le sembianze di una mucca, ma senza testa né zampe, e la bellezza intrinseca dell’oggetto scompare per lasciar posto ad un vago senso di inquietudine quando si comprende il nesso e la provenienza del materiale. Proprio come nella lampada di trippa imbalsamata, parte della serie “Ruminant Bloom”, ma qui sta il messaggio e la provocazione artistica dell’artista londinese. Fotografia di Julia Lohmann.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

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