26 Marzo 2026

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Il nuovo quaderno

Gino Paoli e le tripperie di Genova

“Gh’é tanta gente ca no s’é mai assettâ a ’na toua de ’na tripperia con davanti ’na xatta fumante” (Ci sono tante persone che non si sono mai sedute al tavolo di una tripperia, con una scodella fumante davanti).

Comincia così “Tripperia”, uno dei brani del repertorio musicale in dialetto genovese di Gino Paoli. Una canzone che racconta un’umanità fatta di solitudini, abitudini antiche e piccoli rifugi sociali, come le tripperie genovesi, luoghi dove per decenni si è consumata una parte essenziale della vita popolare della città.

La recente scomparsa di Gino Paoli – avvenuta nella notte fra lunedì 23 e martedì 24 marzo, all’età di novantuno anni – ha riportato l’attenzione su un cantautore che, pur noto per capolavori come “Il cielo in una stanza” o “Sapore di sale”, ha saputo raccontare anche la sua Genova più nascosta, quella dei vicoli, delle osterie e delle tripperie. Un universo che conosceva intimamente e che ha restituito con una sincerità priva di retorica.

Il brano “Tripperia” racconta di chi non ha nulla, di chi cerca calore umano in una scodella di trippa, di chi parla da solo perché non ha più nessuno. Paoli osserva, registra, condivide: è la sua Genova, amata e contraddittoria, che torna a vivere attraverso dettagli che solo un testimone autentico avrebbe potuto cogliere.

TRIPPERIA
Gh’é tanta gente
Ca no s’é mai assettâ
A ’na toua de ’na tripperia
Con davanti ’na xatta fumante
E in mèzo a-e gambe un mignin
Co ghe ronfa.
Gh’é tanta gente
Ca no l’à mai provou
A ammiâ in ta faccia un vegio malandou
Co parla solo, perché o l’é solo
In mezo a niatri…
Perché fae finta
De no savei che gh’é da gente
Che a no ga un “belin”,
Manco un sorrizo
E un bongiorno a-o mattin
E a se sfuega bevendo do vin
Ma çerto fae ben a no pensâ
Çerto fae ben a no ammiâ,
Tanto doman, tanto doman, tanto doman.

“Tripperia” fa parte dell’album “Ciao, salutime un po’ Zena” del 1975, un omaggio affettuoso alla città natale che raccoglie dodici brani. Con la sua voce e la sua lirica, Gino Paoli ci ha lasciato un archivio musicale che continua a raccontare la città e la sua gente. Anche quando parla di trippa.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

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La tripperia di Chiavari ha riaperto con una nuova gestione, restituendo alla città genovese una bottega storica che negli ultimi anni aveva rischiato di scomparire....

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“Gh’é tanta gente ca no s’é mai assettâ a ’na toua de ’na tripperia con davanti ’na xatta fumante” (Ci sono tante persone che non si sono mai sedute al tavolo di una tripperia, con una scodella fumante davanti).

Comincia così “Tripperia”, uno dei brani del repertorio musicale in dialetto genovese di Gino Paoli. Una canzone che racconta un’umanità fatta di solitudini, abitudini antiche e piccoli rifugi sociali, come le tripperie genovesi, luoghi dove per decenni si è consumata una parte essenziale della vita popolare della città.

La recente scomparsa di Gino Paoli – avvenuta nella notte fra lunedì 23 e martedì 24 marzo, all’età di novantuno anni – ha riportato l’attenzione su un cantautore che, pur noto per capolavori come “Il cielo in una stanza” o “Sapore di sale”, ha saputo raccontare anche la sua Genova più nascosta, quella dei vicoli, delle osterie e delle tripperie. Un universo che conosceva intimamente e che ha restituito con una sincerità priva di retorica.

Il brano “Tripperia” racconta di chi non ha nulla, di chi cerca calore umano in una scodella di trippa, di chi parla da solo perché non ha più nessuno. Paoli osserva, registra, condivide: è la sua Genova, amata e contraddittoria, che torna a vivere attraverso dettagli che solo un testimone autentico avrebbe potuto cogliere.

TRIPPERIA
Gh’é tanta gente
Ca no s’é mai assettâ
A ’na toua de ’na tripperia
Con davanti ’na xatta fumante
E in mèzo a-e gambe un mignin
Co ghe ronfa.
Gh’é tanta gente
Ca no l’à mai provou
A ammiâ in ta faccia un vegio malandou
Co parla solo, perché o l’é solo
In mezo a niatri…
Perché fae finta
De no savei che gh’é da gente
Che a no ga un “belin”,
Manco un sorrizo
E un bongiorno a-o mattin
E a se sfuega bevendo do vin
Ma çerto fae ben a no pensâ
Çerto fae ben a no ammiâ,
Tanto doman, tanto doman, tanto doman.

“Tripperia” fa parte dell’album “Ciao, salutime un po’ Zena” del 1975, un omaggio affettuoso alla città natale che raccoglie dodici brani. Con la sua voce e la sua lirica, Gino Paoli ci ha lasciato un archivio musicale che continua a raccontare la città e la sua gente. Anche quando parla di trippa.

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