27 Agosto 2026

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Il nuovo quaderno

Prima sul pane e poi nel coccio

Il sito della trattoria San Lorenzo di Firenze promette “piatti della tradizione toscana, accompagnati da autentici vini locali, in un ambiente curato, dall’atmosfera leggera e accogliente”. A prima vista sembra il solito paragrafo di presentazione di un qualunque locale, tanto che avevo qualche titubanza ad accettare l’invito a cena. Da fiorentino snob, infatti, la posizione in pieno centro storico, proprio all’angolo tra la chiesa della famiglia Medici ed il trafficato borgo San Lorenzo dove uno sporto su due è quello di un ristorante per turisti, lasciava spazio a molti dubbi sulla vera genuinità del locale. “Se ci sono le lasagne, non ci vado” mi sono detto, e prima di rispondere all’invito degli amici ho consultato il menù.

Ora la lasagna c’è, ma con ragù di bistecca, un twist che non mi aspettavo, anche se uno dei piatti forte della trattoria non poteva che essere la bistecca alla fiorentina. Questo mi ha spinto a soffermarmi sulle altre opzioni del menù e lì sono rimasto intrigato dalla varietà delle proposte, davvero “della tradizione” come sbandierato online: dall’insalata russa alla galantina di pollo con la maionese, dalla lingua bollita fredda in salsa verde alla soprassata tagliata a coltello, dalla carabaccia alla francesina, dalle polpette al peposo. Ed anche se l’immancabile bruschetta, il carpaccio o i taglieri di salumi e formaggi rappresentano un punto fermo per lo straniero che voglia mangiare italiano, nell’elenco ho trovato anche crostini al lampredotto tra gli antipasti e lampredotto in umido alla fiorentina tra i secondi piatti. Invito accettato.

Il locale si presenta come una trattoria tra il rustico e l’elegante. L’atmosfera è davvero “leggera e accogliente”. Ci si sta bene e – lo scoprirò di qui a poco – si mangia anche meglio. Apro subito le danze con i crostini col lampredotto, presentati in fila per tre (senza resto) e veramente deliziosi. Il lampredotto sulla fetta di pane tostata è al sugo, cosa che mi fa presagire di aver ordinato la stessa cosa in due versioni differenti.

Svelati gli altarini, aspetto dunque con gola il lampredotto in umido alla fiorentina, che mi viene servito rigorosamente nel coccio. Si, si tratta della stessa pietanza che mi posso così gustare due volte con la stessa passione. Anzi, nel coccio è più facile notare la presenza dei grani di pepe nero che mi ritrovo ad inseguire con la forchetta per dare ad ogni boccone quel punto di peposo che ci sta così bene e dà una marcia in più al sapore complessivo del piatto.

E i miei amici? Loro hanno preso panzanella, bistecca e patate arrosto. Mi hanno fatto assaggiare tutte e tre le cose ed anche loro, devo dire, non sono rimasti affatto delusi.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

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Il sito della trattoria San Lorenzo di Firenze promette “piatti della tradizione toscana, accompagnati da autentici vini locali, in un ambiente curato, dall’atmosfera leggera e accogliente”. A prima vista sembra il solito paragrafo di presentazione di un qualunque locale, tanto che avevo qualche titubanza ad accettare l’invito a cena. Da fiorentino snob, infatti, la posizione in pieno centro storico, proprio all’angolo tra la chiesa della famiglia Medici ed il trafficato borgo San Lorenzo dove uno sporto su due è quello di un ristorante per turisti, lasciava spazio a molti dubbi sulla vera genuinità del locale. “Se ci sono le lasagne, non ci vado” mi sono detto, e prima di rispondere all’invito degli amici ho consultato il menù.

Ora la lasagna c’è, ma con ragù di bistecca, un twist che non mi aspettavo, anche se uno dei piatti forte della trattoria non poteva che essere la bistecca alla fiorentina. Questo mi ha spinto a soffermarmi sulle altre opzioni del menù e lì sono rimasto intrigato dalla varietà delle proposte, davvero “della tradizione” come sbandierato online: dall’insalata russa alla galantina di pollo con la maionese, dalla lingua bollita fredda in salsa verde alla soprassata tagliata a coltello, dalla carabaccia alla francesina, dalle polpette al peposo. Ed anche se l’immancabile bruschetta, il carpaccio o i taglieri di salumi e formaggi rappresentano un punto fermo per lo straniero che voglia mangiare italiano, nell’elenco ho trovato anche crostini al lampredotto tra gli antipasti e lampredotto in umido alla fiorentina tra i secondi piatti. Invito accettato.

Il locale si presenta come una trattoria tra il rustico e l’elegante. L’atmosfera è davvero “leggera e accogliente”. Ci si sta bene e – lo scoprirò di qui a poco – si mangia anche meglio. Apro subito le danze con i crostini col lampredotto, presentati in fila per tre (senza resto) e veramente deliziosi. Il lampredotto sulla fetta di pane tostata è al sugo, cosa che mi fa presagire di aver ordinato la stessa cosa in due versioni differenti.

Svelati gli altarini, aspetto dunque con gola il lampredotto in umido alla fiorentina, che mi viene servito rigorosamente nel coccio. Si, si tratta della stessa pietanza che mi posso così gustare due volte con la stessa passione. Anzi, nel coccio è più facile notare la presenza dei grani di pepe nero che mi ritrovo ad inseguire con la forchetta per dare ad ogni boccone quel punto di peposo che ci sta così bene e dà una marcia in più al sapore complessivo del piatto.

E i miei amici? Loro hanno preso panzanella, bistecca e patate arrosto. Mi hanno fatto assaggiare tutte e tre le cose ed anche loro, devo dire, non sono rimasti affatto delusi.

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