
A seguito di un’ispezione condotta dalle autorità sanitarie dell’Asl 3 nella storica tripperia La Casana è stato disposto lo stop immediato alla vendita di castagnetta (matrice) e riccetto, con il sequestro di circa quattro quintali di frattaglie. Il provvedimento contesta la vendita dei prodotti già bolliti in applicazione di una norma europea del 2004 che vieta l’utilizzo degli organi dell’apparato genitale maschile e femminile per la preparazione di prodotti a base di carne, ad eccezione dei testicoli, consentendone la sola vendita a crudo. Il trippaio Francesco Pisani ha espresso preoccupazione per le ricadute economiche, stimando un impatto fino al cinquanta per cento del fatturato annuo ed ha chiesto un colloquio con il direttore dell’Asl, mentre tramite il proprio legale ha inviato una diffida per ottenere il dissequestro della merce, mentre prosegue regolarmente la commercializzazione della trippa. Sulla vicenda sono intervenute anche le associazioni di categoria e la Casa del Consumatore, il cui vicepresidente Marco Biso ha definito la situazione problematica, osservando come una norma in vigore dal 2004 non fosse stata finora applicata localmente e come in altre regioni, tra cui Lazio, Toscana e Campania, la vendita di tali frattaglie avvenga senza sanzioni.