
Negli ultimi anni la diffusione dell’intelligenza artificiale ha portato alla costruzione di enormi data center, centri di calcolo che consumano quantità di energia sempre più elevate trasformandole quasi tutta in calore da dissipare: i sistemi di raffreddamento tradizionali non sono più sufficienti, il consumo d’acqua cresce, e l’impatto energetico complessivo diventa una questione ambientale. Le interazioni con l’intelligenza artificiale sono destinate a crescere e la quantità di calore prodotta dai server ad aumentare di pari passo, rendendo il raffreddamento una delle sfide tecniche più urgenti dell’intero settore digitale.
In queste giornate roventi mi sorprendo a ripetere sempre la stessa cosa: fa un caldo tremendo. A chi posso dare la colpa? Da lì una curiosità un po’ strampalata: quanto “scalda” una domanda fatta all’AI? E – ovviamente – quante domande dovrei chiedere per far bollire un pentolone di lampredotto?
Nessuna domanda è stupida, mi hanno sempre detto, e se state ancora leggendo, siete ufficialmente dei nostri.
Sono partito col calcolare (ovviamente usando l’AI) quanta energia sia necessaria per far bollire un pentolone da venticinque litri: per portare il brodo da venti a cento gradi di temperatura occorrono circa otto milioni e trecentomila joule. Mi ricordo vagamente qualcosa sui joule dai tempi della scuola, erano le unità di misura dell’energia. Una singola domanda all’AI consuma circa diecimila joule e quindi una domanda fatta all’intelligenza artificiale fornisce appena una frazione di millesimo dell’energia necessaria a far bollire il lampredotto. In termini pratici, il brodo si scalderebbe di appena cinque centesimi di grado. Ma quante domande dovremmo fare per ottenere un calore totale paragonabile a quello di un fornello acceso per un’ora e mezza? Per il nostro brodo di lampredotto servirebbero circa 775 domande, ciascuna di esse equivalente a sette secondi di bollitura. Ecco, ora lo sapete anche voi.