7 Ottobre 2020

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Il nuovo quaderno

Ricette di trippa dalla Mesopotamia

USA / CONNECTICUT – La prestigiosa università di Yale, nello Stato americano del Connecticut, conserva la più grande raccolta di materiale babilonese degli Stati Uniti, una collezione di circa quarantamila pezzi che documentano storia e cultura della cosiddetta “mezzaluna fertile”. Alla fine degli anni ottanta vennero riscoperte delle tavolette di argilla del Sud della Mesopotamia risalenti al 1600 avanti Cristo. Acquisite nel 1933 dalla Yale University, cotte in forno (per preservarle) nel 1942, e copiate a mano su carta nel 1952, tre di queste tavolette hanno catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica grazie agli studi del professor Jean Bottéro che traducendole ha scoperto essere ricettari dell’epoca, di fatto il più antico documento culinario finora scoperto. Conosciute come le Yale Culinary Tablets (YBC 4644, YBC 8958 e YBC 4648) consistono in circa 350 righe contenenti una quarantina di ricette in tutto, scritte nella lingua degli Accadi, popolazione che conquistò tutte le città sumeriche unificando la Mesopotamia sotto il suo dominio.

Il territorio della Mesopotamia si estendeva più o meno su quello dell’odierno Iraq, e fu la culla di civiltà come quella dei Sumeri, degli Accadi, dei Babilonesi e degli Assiri. La regione era considerata uno dei corni della mezzaluna fertile racchiusa tra due fiumi, il Tigri e l’Eufrate, e vi si trovavano, allo stato selvatico, quelli che sarebbero diventati gli alimenti base della dieta dell’uomo nell’antichità come cereali e leguminose. La parte sud della Mesopotamia era dedicata alla coltivazione delle palme da dattero e, grazie ai suoi rigogliosi pascoli, anche all’allevamento di bestiame, ovini ma soprattutto bovini. Una delle principali scoperte che si devono a quest’epoca fu la realizzazione di un sistema di canali che univa i due fiumi e che permise l’irrigazione di una terra altrimenti arida; l’abbondanza di raccolti portò alla fioritura del commercio, e la necessità contabile diede origine alla scrittura cuneiforme che documentava le quantità di merce scambiata.

La tavoletta YBC 4644 contiene venticinque ricette (ventuno tipi di brodi di carne e quattro di brodi di verdure) due delle quali fra gli ingredienti riportano anche la trippa:

3. Brodo rosso
Non usare carne fresca. Prepara l’acqua, aggiungi grasso […], sale, [volendo, briciole di pane], intestino o trippa, cipolla, samidu, cumino, coriandolo, e porro ed aglio schiacciati […]. Metti a mollo la carne nel sangue messo da parte, e versa tutti gli ingredienti nella pentola.

15. Brodo di milza
Non usare carne fresca di altro tipo. Prepara l’acqua, aggiungi grasso […]. Disponi pezzi di trippa salata e milza nella pentola ed aggiungi latte, un po’ di cuscuta sbriciolata, briciole di pane, […], sale quanto basta, cipolla, samidu […], pezzettini di impasto di qaiiâtu, šuhutinnû, menta di ottima qualità, porro ed aglio schiacciati. Incorpora [gli ingredienti] con il sangue [ed] è pronto da servire.

Alcune note sugli ingredienti: il samidu ed il šuhutinnû sono due piante della famiglia delle cipolle; la cuscuta, o dodder, è una pianta parassita commestibile diffusa anche in Italia; le qaiiâtu infine erano palline di pasta arrostita che venivano spezzettate ed usate non solo per addensare il brodo ma anche per conferirgli un leggero quanto gradevole sapore di bruciato.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

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Il territorio della Mesopotamia si estendeva più o meno su quello dell’odierno Iraq, e fu la culla di civiltà come quella dei Sumeri, degli Accadi, dei Babilonesi e degli Assiri. La regione era considerata uno dei corni della mezzaluna fertile racchiusa tra due fiumi, il Tigri e l’Eufrate, e vi si trovavano, allo stato selvatico, quelli che sarebbero diventati gli alimenti base della dieta dell’uomo nell’antichità come cereali e leguminose. La parte sud della Mesopotamia era dedicata alla coltivazione delle palme da dattero e, grazie ai suoi rigogliosi pascoli, anche all’allevamento di bestiame, ovini ma soprattutto bovini. Una delle principali scoperte che si devono a quest’epoca fu la realizzazione di un sistema di canali che univa i due fiumi e che permise l’irrigazione di una terra altrimenti arida; l’abbondanza di raccolti portò alla fioritura del commercio, e la necessità contabile diede origine alla scrittura cuneiforme che documentava le quantità di merce scambiata.

La tavoletta YBC 4644 contiene venticinque ricette (ventuno tipi di brodi di carne e quattro di brodi di verdure) due delle quali fra gli ingredienti riportano anche la trippa:

3. Brodo rosso
Non usare carne fresca. Prepara l’acqua, aggiungi grasso […], sale, [volendo, briciole di pane], intestino o trippa, cipolla, samidu, cumino, coriandolo, e porro ed aglio schiacciati […]. Metti a mollo la carne nel sangue messo da parte, e versa tutti gli ingredienti nella pentola.

15. Brodo di milza
Non usare carne fresca di altro tipo. Prepara l’acqua, aggiungi grasso […]. Disponi pezzi di trippa salata e milza nella pentola ed aggiungi latte, un po’ di cuscuta sbriciolata, briciole di pane, […], sale quanto basta, cipolla, samidu […], pezzettini di impasto di qaiiâtu, šuhutinnû, menta di ottima qualità, porro ed aglio schiacciati. Incorpora [gli ingredienti] con il sangue [ed] è pronto da servire.

Alcune note sugli ingredienti: il samidu ed il šuhutinnû sono due piante della famiglia delle cipolle; la cuscuta, o dodder, è una pianta parassita commestibile diffusa anche in Italia; le qaiiâtu infine erano palline di pasta arrostita che venivano spezzettate ed usate non solo per addensare il brodo ma anche per conferirgli un leggero quanto gradevole sapore di bruciato.

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