7 Agosto 2013

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Il nuovo quaderno

2064: l’anno del labpredotto

INGHILTERRA – Come cambierà il panino al lampredotto nel prossimo futuro? C’è da chiederselo seriamente dopo che a Londra, due giorni fa, nel corso di una conferenza stampa è stato cotto e consumato il primo hamburger in provetta, realizzato dal team di ricercatori capitanati dal professor Mark Post dell’Università olandese di Maastricht nell’ambito del progetto “Cultured Beef“.

Dopo lunghi anni di ricerche Post è riuscito a mettere a punto una tecnologia innovativa che gli ha permesso di prelevare cellule staminali dal muscolo di un bovino, coltivarle in laboratorio per trasformarle, nel giro di tre mesi, in ventimila filamenti di tessuto muscolare, da cui è stato poi sintetizzato l’hamburger, per ora costituito solo da proteine anche se il prossimo passo sarà quello di ottenere cellule di grasso.

Sapientemente cotta dallo chef Richard McGeown, questa “polpetta in provetta” – costata la bellezza di duecentocinquantamila euro (interamente finanziati da Sergey Brin, uno dei fondatori di Google) – è stata assaggiata senza smorfia alcuna da due volontari: la scienziata nonché critica gastronomica Hanni Rützler e lo stesso professor Mark Post.

Secondo gli esperti del settore questa tecnologia rappresenta un modo per rispondere in maniera ecologica e sostenibile alla crescente domanda di carne (destinata a raddoppiare entro il 2050) e promette di rivoluzionare il settore alimentare: serviranno meno animali e questo abbasserà l’inquinamento (produrre un chilo di manzo libera nell’atmosfera la stessa quantità di gas di una macchina che percorra duecentocinquanta chilometri), l’uso di terreno per coltivazioni intensive per l’alimentazione dl bestiame, ed il consumo di acqua (ne servono 15.500 litri per un chilo di manzo), con un risparmio sul consumo mondiale di energia del 70%.

© Aerostato / TroppaTrippa.com

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