21 Agosto 2025

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Il nuovo quaderno

La vendetta della trippa

“Mai cchiù! Mai cchiù trippa!” canta Renatu Ozzimu nella sua ballata “La vendetta della trippa“, ripromettendosi di non mangiarne mai più. Il motivo di questa drastica decisione è la trippa di zia Concetta, celebrata come una specialità ma che si rivela ben presto una vera calamità: quello che inizia come il tradizionale, sostanzioso pranzo di famiglia si trasforma al rientro a casa in un incubo, tra mal di pancia, ingorghi, panico e riflessioni esistenziali dal sedile anteriore dell’auto in coda.

Cantata interamente in dialetto calabrese, “La vendetta della trippa” è un vivace lamento in musica. L’autore, già noto per il precedente “U brocculu malidittu”, torna a dare voce alle sue pene gastronomiche, trasformando il trauma da pranzo in poesia popolare. Ma la promessa di rinuncia non regge fino alla fine: la ballata si chiude infatti con un tentennamento: “O forsi no… passami ‘u pane, ci ripruvamu lentu.”

© Aerostato / TroppaTrippa.com

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Il 25 maggio di ogni anno si celebra l’Africa Day, la Giornata dedicata al continente africano. La ricorrenza ricorda il 25 maggio 1963, quando i...

La storica trippaia fiorentina di via dell’Ariento Beatrice Trambusti che per quaranta anni è stata dietro al banco del chiosco Lupen e Margo – oggi...

La tripperia di Chiavari ha riaperto con una nuova gestione, restituendo alla città genovese una bottega storica che negli ultimi anni aveva rischiato di scomparire....

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