
SPAGNA – Il nuovo album di Frank Suz & The Crazzy 88’s intitolato “Callos de Wagyu” non poteva che catturare immediatamente la mia attenzione visto che “callos” significa trippa in spagnolo. Eppure, una volta ascoltati i brani, ci si accorge subito che la trippa – a dispetto del titolo e della copertina accattivante – non ha niente a che vedere con l’album. “Callos de Wagyu” è infatti un disco interamente strumentale, senza parole, senza riferimenti culinari e senza alcun legame diretto con ricette, piatti o ingredienti. Neppure i titoli dei brani richiamano il mondo gastronomico: si passa da “Iron Loto” a “Yakuza Lovers“, da “Surfing Fukushima” a “Vampire Nights” in un immaginario che oscilla tra surf rock, suggestioni giapponesi ed atmosfere pulp.
Il titolo nasce dall’accostamento ironico della trippa della tradizione spagnola alla carne di Wagyu, una delle più pregiate al mondo, creando un contrasto volutamente assurdo, quasi provocatorio: un piatto povero preparato con un ingrediente di lusso, quasi come l’abbinamento di trippa e champagne. Una metafora che rispecchia bene l’identità della band, formata dal sassofonista Frank Suz insieme a Teto Adán, Nando Insidius e Héctor Gómez: street music invece che street food. Brani energici, diretti, ma registrati con cura maniacale e prodotti ad altissimo livello.